Cos’è il Decreto Rilancio

Il cosiddetto Decreto Rilancio è quell’insieme di provvedimenti all’interno della Legge di Bilancio 2021 che il Governo sta mettendo in atto allo scopo di fornire, in un momento estremamente drammatico come quello che il mondo intero sta vivendo, un supporto adeguato a lavoratori, famiglie e imprese travolte, direttamente o indirettamente, dalla pandemia.

Si tratta di un decreto legge all’interno del quale sono inserite iniziative e misure economiche che riguardano i più svariati aspetti della vita e dell’economia del nostro Paese.

Le misure, principalmente di natura economica, spaziano in ambiti diversissimi tra loro e vanno dai voucher baby sitter al reddito di emergenza; dai contributi a fondo perduto alle micro, piccole e medie imprese agli aiuti al terzo settore; dall’indennità per colf e badanti alla riduzione degli oneri delle bollette elettriche.

Insomma, i campi di intervento sono davvero moltissimi. Noi, adesso, però, vogliamo soffermarci in particolare su uno soltanto di questi provvedimenti: il Bonus filtri ed erogatori d’acqua 2021.

Il Bonus filtri ed erogatori d’acqua 2021 visto da vicino

Si tratta di un incentivo relativo alle spese nell’ambito di sistemi di filtraggio, depurazione e mineralizzazione dell’acqua che si esprime in un credito d’imposta del 50% per privati e partite iva. Bonus Acqua Potabile, scopri tutto sul sito dell’agenzia dell’entrate.

In pratica, l’obiettivo primario di questo particolare provvedimento mira all’incentivazione dell’adozione di comportamenti sostenibili (riguardanti, cioè, tra le altre cose, alla salvaguardia del pianeta). Il relativo sostegno economico, in questo caso, va ad incidere sulle spese di filtraggio, depurazione e mineralizzazione dell’acqua.

I soggetti che avranno diritto a questo Bonus potranno ottenere credito d’imposta al 50% sulla spesa che effettueranno relativi agli impianti idrici cui accennavamo prima (filtri, depuratori, erogatori e quant’altro).

Chi può beneficiare del Bonus filtri ed erogatori di acqua 2021

I destinatari dell’incentivazione possono essere sia soggetti privati, che Partite Iva esercenti attività d’impresa, arti e professioni. Ma anche Partite Iva esercenti attività di somministrazione di cibi e bevande ed enti non commerciali, compresi gli enti del Terzo Settore; e, infine, anche enti religiosi civilmente riconosciuti.

I limiti di spesa sono, ovviamente, differenziati tra loro. Infatti, per i privati il limite di spesa è stato fissato a 1000 euro, mentre per tutti gli altri (in primo luogo, per gli esercizi pubblici) il limite stabilito equivale a 5000 euro.

Siccome, come detto prima, il bonus è del 50% , ne viene fuori che, nel caso di installazione di impianti di depurazione idrica all’interno della propria abitazione, il bonus fiscale potrà arrivare fini ad un massimo di 500 euro. Per i pubblici esercizi, i locali e le aziende lo stesso bonus potrà raggiungere, come cifra massima, i 2500 euro.

Ma, attenzione! È importantissimo sapere che, comunque, queste detrazioni saranno applicate solo a particolari condizioni.
Infatti, non vi si può accedere al semplice acquisto degli impianti idrici cui si accennava prima. Occorre che la spesa dipenda (e venga dettagliatamente motivata) da un intervento di manutenzione straordinaria di impianti già precedentemente esistenti.

Quindi, se si dimostra la necessità di effettuare un’opera di manutenzione non ordinaria finalizzata al miglioramento dell’impianto già presente nell’abitazione (o nel locale pubblico); oppure ci si trovi di fronte a una particolare emergenza (magari provocata da un’improvvisa perdita d’acqua, o da un altro tipo di deterioramento) allora si avrà diritto alla detrazione.

Altrimenti, il bonus non verrà riconosciuto.

Effetti del Bonus risparmio idrico

Ci piace sottolineare il fatto che la detrazione fiscale prevista da questo Bonus risparmio idrico non solo può rappresentare una notevole opportunità di risparmio economico, sia per gli esercenti di locali pubblici che per le famiglie, ma può significare molto anche dal punto di vista della salvaguardia dell’ambiente.

Infatti, con una diffusione capillare di impianti di filtraggio e di erogazione dell’acqua si otterrebbe una drastica riduzione della commercializzazione e dell’utilizzo delle bottiglie di plastica, considerate, a ragione, una delle principali cause di inquinamento del nostro prezioso pianeta.

Basti pensare che, secondo alcuni importanti studi eseguiti sugli standard di consumo attuale, una famiglia composta da quattro persone ‘crea‘ all’incirca una settantina di chilogrammi di plastica all’anno (contando solamente le bottiglie di plastica; figuriamoci contando tutto il resto).

Quindi, partiamo almeno da qui. Più filtri ed erogatori d’acqua nelle case e nei locali pubblici, meno plastica in giro per il mondo.

E non sarebbe davvero male!